15
apr

Capire le relazioni umane

Written by leggeattrazione
 

Ecco un articolo tratto dal blog di Steve Pavlina www.stevepavlina.com  in cui l’autore propone una visione molto interessante delle relazioni umane

Una delle lezioni più importanti  che ho imparato in tema di relazioni è questa: le relazioni che instauriamo con le alter persone sono una proiezione della relazione che abbiamo con noi stessi.  Le nostre relazioni “esterne” e quelle “interne” sono infatti la stessa cosa. Sembrano due cose diverse solo perché le guardiamo da punti di vista diversi.

Vediamo perché. Qual è il luogo principale dove esistono tutte le nostre relazioni?  Esistono a livello dei nostri pensieri.  La tua relazione con un’altra persona può essere in tanti modi quanti ne puoi immaginare.  Che tu ami o che tu odi qualcuno, hai sempre ragione. È vero che l’altra persona può avere nei tuoi confronti sentimenti completamente diversi, ma una parte importante la gioca anche la rappresentazione che tu hai in mente di quello che l altro pensa di te.  Quindi la tua relazione con qualcuno comprende anche quello che tu pensi di quella persona e quello che tu credi che lui/lei pensi di te.  Puoi complicare ancora di più la situazione immaginando anche quello che terze persone credono che tu pensi di lui/lei, ma in ultima analisi le tue rappresentazioni interne sono quelle che contano.

Anche se la tua relazione esiste oggettivamente indipendentemente dai tuoi pensieri, tu non hai accesso a questo punto di vista obiettivo. Vedrai sempre la relazione attraverso le lenti dei tuoi pensieri.  Potresti avvicinarti ad un punto di vista obiettivo immaginando di essere obiettivo, ma non è la stessa cosa che esserlo veramente.  Questo perché il fatto di osservare implica un osservatore consapevole che per sua stessa natura è soggettivo.

A prima vista potrebbe sembrare un grosso problema quello di non poter avere una immagine al 100% obiettiva della tua relazione.  Non puoi scappare delle lenti soggettive della tua stessa consapevolezza. Sarebbe come cercare di vedere il colore blu con delle lenti rosse attaccate permanentemente agli occhi. Certo questo non impedisce di provarci, ma sono sforzi vani. Se cadi nel circolo vizioso di cercare di vedere le tue relazioni come entità oggettive esterne a te, in realtà userai un modello inevitabilmente inaccurato.  Il risultato sarà quello di una tua crescente frustrazione in tema di relazioni umane.  Relazionarsi con il prossimo diventerà più difficile di quello che in realtà è.  Potresti renderti conto intuitivamente che c’è qualcosa che non va nel modo in cui ti approcci alle relazioni, ma non riuscirai a sbloccare la situazione fino a quando non diventi consapevole che ogni relazione che instauri con gli altri è una relazione che esiste interamente dentro di te.

Fortunatamente, una volta capita la natura soggettiva di ogni relazione tutto diventa più facile. È più facile arrivare dove vuoi andare se hai a disposizione una mappa accurata.  La visione soggettiva delle relazioni implica che tu possa migliorare o cambiare le relazioni con il tuo prossimo lavorando sulla relazione interna con te stesso. Inoltre puoi a sua volta migliorare la tua relazione interna, come per esempio aumentare l’autostima, lavorando sulle relazioni con gli altri. In definitiva si tratta sempre della stessa cosa.

Ecco un esempio di come funziona.

Quando ho incontrato Erin per la prima volta, ho subito notato che aveva una avversione per l’ordine. Avere una stanza disordinata era una abitudine fin da bambina mentre il concetto di essere organizzata le era completamente alieno.

Dall’altra parte io sono nato e cresciuto in una casa sempre, e dico sempre, perfettamente pulita e ordinata. Quando ero bambino andavo orgoglioso di riuscire a tenere la mia stanza pulita e ben organizzata. Non sorprenderà quindi che spesso abbia cercato di spingere Erin ad essere più ordinata.

Se volessimo guardare alla situazione obiettivamente, potrebbero prospettarsi soluzioni del tipo che io lavori sul diventare più tollerante al disordine, che Erin lavori per diventare più ordinata , o una via di mezzo fra le due. Si potrebbe anche concludere che siamo incompatibili in questo campo e che quindi dovremmo cercare modi di attenuare i conflitti. In definitiva la soluzione potrebbe essere una qualche sorta di compromesso per mitigare i sintomi , ma il problema di fondo rimarrebbe irrisolto.

Analizziamo ora la situazione con le lenti soggettive. Secondo questo modello la mia relazione con Erin è interamente interna alla mia coscienza. Il mio conflitto con lei è quindi solo una proiezione di un conflitto interno. Forse il mio desiderio che Erin sia più ordinata ed organizzata significa che io stesso voglio migliorare in questo campo. È vero? Si devo ammettere che è proprio così. Nel momento in cui critico Erin per non essere abbastanza ordinate non sto esprimendo altro che il mio desiderio di essere ancora più organizzato.

Questa è una definizione del problema completamente diversa, che suggerisce nuove soluzioni. In questo caso la soluzione sarebbe di cercare da parte mia di lavorare sui miei standard di organizzazione ed ordine.  È una soluzione molto diversa rispetto a quella suggerita dal modello oggettivo. E per implementare questa soluzione non c’è nemmeno bisogno che sia coinvolta Erin.

Da un punto di vista oggettivo questa soluzione soggettiva sembra una follia.  Potrebbe anche ritorcersi contro di me. Lavorare per diventare ancora più ordinato non rischia di esasperare ancora di più il conflitto fra me e Erin?

E ecco la parte veramente affascinante.  Quando ho deciso di adottare la soluzione soggettiva e lavorare su me stesso, Erin ha cominciato quasi subito a manifestare interesse nel diventare più organizzata lei stessa.  Ha comprato nuovi mobili da ufficio ed ha assegnato nuovi posti ai vari oggetti che invadevano disordinati il suo ufficio. Ha chiamato una ditta di pulizie per pulire la casa ed ha riordinato un po’ prima che venissero.  Ha comprato nuovi mobili per la cameretta dei nostri bambini.  Ha buttato via molte cose e ne ha donate molte a enti caritatevoli. Ha cominciato a cercare una governante e ha scritto una lista delle varie pulizie da affidare a persone esterne. E io non la stavo assolutamente forzando a fare tutto questo. Anzi semmai è lei che ha spinto un po’ me.

In qualche modo lavorando su me stesso (riconoscendo che era una questione interna, non esterna), Erin mi ha seguito. Ho constatato che funziona così anche in altri casi. Le mie relazioni esterne continuano a cambiare per tenere il passo con quelle interne.  Ho visto questo effetto anche con altre persone, anche se è stato più evidente con Erin e i miei figli visto che sono le persone con cui passo la maggior parte del tempo. Spesso è sorprendente vedere quanto forte e immediato sia l’effetto.  In ogni caso, secondo il modello soggettivo questo è il modo in cui funzionano le cose e sono contento di avere delle esperienze che confermano questo.

Ti suggerisco di fare un piccolo esperimento per vedere come le tue relazioni esterne riflettano quelle interne. Prova questo semplice esercizio: fai un elenco di tutte le cose che ti danno fastidio negli altri. Poi rileggi questa lista come se riguardasse te.  Se sei onesto con te stesso dovrai ammettere che tutte le tue lamentele a proposito degli altri in realtà sono lamentele su te stesso. Per esempio, non ti piace un capo di stato perché pensi che non sia un leader, non sarà perché anche le tue abilità in fatto di leadership scarseggiano?  Puoi così lavorare sulle tue abilità di comando, o cercare di accettare il tuo livello attuale, notando come contemporaneamente il capo di stato in questione sembri fare dei progressi enormi.

Può essere duro ammettere che quello che non ti piace negli altri in realtà non ti piace in te, ma il lato positivo della medaglia è che i problemi nella tua relazione ti mostrano le aree dove hai ancora bisogno di crescere. Di conseguenza un modo fantastico per accelerare la tua crescita personale è quello di instaurare relazioni con il prossimo. Più interagisci con gli altri e più impari su te stesso.

Credo che il vero valore delle relazioni umane sia quello di essere fonte di amore incondizionato.  Secondo il modello soggettivo, quando perdoni,accetti e ami ogni parte di te stesso, perdonerai, accetterai e amerai ogni altro essere umano così com’è.  Più che migliori le tue relazioni interne fra pensieri, convinzioni ed intenti, più che diventeranno armoniose e piene di amore le tue relazioni umane. Fai che il tuo essere sia pieno di amore incondizionato e lo vedrai riflesso nella tua realtà.

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